“La memoria ci ricorda proprio che la nostra vita è frantumata e che la morte e il tempo regnano su di noi, perché ciò che è passato non c’è oggi e non risuscita semplicemente perché lo ricordiamo. Perciò il nostro ricordo è accompagnato dalla tristezza, dalla nostalgia. Ma, proprio perché il dono della memoria umana è così ambigua, ha dentro un significato che è dischiuso solo da Cristo e dalla vita nuova che ci è donata in lui. Dio ha una memoria reale e creativa: quanto l’amore di Dio ricorda, esiste realmente ed è custodito nella sua eterna memoria come pegno dell’esistere di tutto ciò che lui ama”.
Marko Ivan Rupnik, L’arte della vita, 31

