Lo Stato e la sua immagine

«”Il maresciallo vi attende nel suo ufficio, signor Gaspare”. I mobili dell’ufficio non davano affatto l’impressione d’essere stati un giorno nuovi. Il governo doveva avere il segreto di quei mobili che nascevano già vecchi, se in tutti i suoi uffici, da quello delle tasse al catasto e al registro, erano dello stesso legno tisico, dello stesso colore indefinibile, con le stesse macchie d’inchiostro nei posti più impensati. E anche lì, sulla parete dietro la sedia a braccioli del maresciallo, imbottita di cuscini, lo stesso Cristo piccolo piccolo fra le due fotografie, questa volta senza cavallo».

Luisito Bianchi, La messa dell’uomo disarmato, 186

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