Pochi, forse, pur tra i battezzati, sono giunti alla conoscenza del Dio vivo, così come ce la presenta la Scrittura e come ce la presenta Gesù. Un Dio che non è fatto come lo penso io, che non dipende da quanto io attendo da lui, che può dunque sconvolgere le mie attese, proprio perché è vivo. La riprova che non sempre abbiamo la giusta idea di Dio è che talvolta siamo delusi: «Mi aspettavo questo, mi immaginavo che Dio si comportasse così, e invece mi sono sbagliato». In tal modo ripercorriamo il sentiero dell’idolatria, volendo che il Signore agisca secondo l’immagine che ci siamo fatta di lui.
“Signore, noi ti conosciamo poco, e tu infatti hai detto che nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui a cui il Figlio lo voglia rivelare”.
È soltanto nella rivelazione della Scrittura, che ha il suo culmine in Gesù, che noi possiamo conoscere il Dio vivo, Colui che né la carne né il sangue ci rivelano, né i ragionamenti, né le abitudini, né le deduzioni della nostra mente. Certo, noi possiamo giungere a dire che c’è qualcuno al di là di noi, al di là di tutto, ma non lo riteniamo mai così superiore a noi da poterci «deludere» e sorprendere.Istintivamente lo riduciamo alla nostra misura, mentre l’adorazione del Dio vivo, l’adorazione dello zelo forte, instancabile, ardente fino alla crudeltà, di Elia è per il Dio a cui nessuno più dire nulla, che è la di là di ogni immagine e pensiero nostro, che si rivela per amore e con amore sconvolge sempre e ancora una volta le idee umane.
Tutto il vangelo è una manifestazione della fatica compiuta dagli uomini per accettare il Dio di Gesù, a cominciare dagli apostoli, perché lo attendevano diverso. E quando il Dio di Gesù annuncia che si rivelerà nella croce, si scandalizzano accorgendosi che non è il Dio che pensavano.
Serviamo davvero il Dio vivo?
“Rivelati, Signore, a me, rivelati sconvolgendo i miei pensieri, rivelati distruggendo le mie idee prefabbricate su di te, distruggendo gli idoli, le false immagini di te che occupano il mio cuore”.
Carlo Maria Martini, Il Dio vivente. Riflessioni sul profeta Elia, 60-62
