Ci salva (o ci danna) lo sguardo

“Personalmente non ho mai avuto dubbi in proposito: la carità comincia dallo sguardo.

Diceva Simone Weil: «Una delle verità fondamentali del cristianesimo, verità troppo spesso misconosciuta, è questa: ciò che salva è lo sguardo».

L’adultera, come del resto Zaccheo e tanti altri, deve la propria salvezza a uno sguardo.

Lo sguardo di Gesù è, in un certo senso, creatore. Chiama all’esistenza una persona. Risveglia il suo essere autentico, reale. Ed è anche uno sguardo rivelatore. Perché manifesta all’uomo le sue vere possibilità, la sua vera dimensione.

Mi sembra molto significativa questa testimonianza che ho letto su un giornale: «Conoscevo una persona accanto alla quale ognuno non solo si sentiva se stesso, ma il più, il meglio di se stesso. Quando chiesi a quella persona qual era il suo segreto, mi rispose con tutta semplicità: “Basta mettere a fuoco la persona che ti sta dinanzi come se al mondo null’altro vi fosse che l’interesse di questa persona“».

Alessandro Pronzato, Le donne che hanno incontrato Gesù, 50

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