Divino-umano

Il grande mistico persiano Rûzbehân Baglî di Shîrâz, nel suo libro Il gelsomino dei fedeli d’amore, vede nell’amore umano vissuto l’iniziazione all’amore divino.

Non si tratta di conversione monastica dell’eros, ma della sua trasfigurazione. Nell’amato si incontra l’unico Amato

La Bellezza è percepita come una ierofania (manifestazione del sacro), solo a condizione che l’amore divino sia vissuto in un amore umano, vero elemento di trasfigurazione e di sopraelevazione.

L’amore umano si rivela una vera propedeutica all’amore divino. Ciò che Platone e, e con lui tutte le correnti romantiche o ascetiche, dissocia, il Cantico l’unisce.

Per l’antropologia biblica l’amore tra uomo e donna si origina nell’amore divino e si apre verso Dio. Non c’è che un unico Amore e tutti gli altri non ne sono che folgoranti partecipazioni.

P. Evdokimov, La donna e la salvezza del mondo, 29.

 

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