Nel tempo di grazia del fidanzamento

«L’apertura del proprio cuore al legame affettivo in cui l’alterità di un Tu sessualmente differente si presenta interpellando la propria libertà senza che ci si possa impossessare di lui, non differisce, come tensione interiore, alla ricerca di un Tu assoluto da cui si attende non una parziale corrispondenza, ma una piena ed adeguata rivelazione della propria destinazione e del senso ultimo della propria vita. In questo attimo sospeso, in cui nell’innamorarsi ci si apre ad una nuova identità, quasi ad una riformulazione di se stessi a partire dall’altro, si assume l’atteggiamento tipico dell’umano di fronte al divino. (…) Da qui nasce la connotazione profondamente religiosa, quasi rituale che ogni innamoramento assume, almeno nel suo insorgere».
Claudio Giuliodori, Intelligenza teologica del maschile e del femminile, 47

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