Vent’anni dopo la scomparsa del «partito dei cattolici» e l’inizio della loro diaspora in diversi spazi politici privi dell’esplicita denominazione di «cristiani», sembra oggi riemergere la domanda se non sia necessario in qualche misura – senza per questo ripetere vecchie architetture – che i cattolici si ritrovino collocati in una precisa formazione che abbia anche il coraggio di autodefinirsi in un nome e in un simbolo. (continua)


