La pratica eucaristica dovrebbe sviluppare in noi una mentalità perdente, favorire quelle scelte costose che non assicurano automaticamente e immediatamente il successo e i risultati. La piccolezza e non la grandezza. Il servizio e non il dominio. La dedizione disinteressata e non i privilegi e gli onori. Il nascondimento e non l’esteriorità. Una presenza discreta che determina lente maturazioni, e non l’occupazione del potere e le imprese folgoranti. Offerta incondizionata e non pretese. La speranza e la pazienza tenaci e non valutazioni di tipo quantitativo. Il lavoro oscuro più che le rappresentazioni spettacolari. (continua)


