Pronomi

Attenti ai pronomi: tra “io” e “voi”, meglio il “noi”

di mons. Mario Delpini

Avvenire – Milano 7 – 09.11.08

I pronomi sono paroline birichine. C’è il pronome “io”. Se gli dai spazio non ti salvi più. Ci sono quelli che, di qualunque argomento si parli, hanno sempre da dire: «Anch’io ho visto… quando c’ero io …. Se fossi io… date retta a me: io ho studiato… se volete invitare un personaggio, io conosco …». Al consiglio pastorale, alle riunione della Caritas, sul sagrato dopo la Messa e in ogni altra occasione, l’io invadente continua a proporsi. Forse uno crede di rendersi utile, di contribuire a rompere il ghiaccio, di mettere a disposizione competenza ed esperienza. Il risultato però è che uno rischia di ridurre tutto a sé e si rende insopportabile. Poi c’è il “voi”. “Voi” si usa per dichiarare un’estraneità, un dissenso, talvolta addirittura un’ostilità. «Ma voi della curia…?»; «Voi preti…», «Fate presto voi dal pulpito…»; «Voi che abitate in centro che cosa ne sapete…»; «Voi ci avete abbandonato…». Quando uno dice “voi”, per lo più, dà per scontato che le tue ragioni non le capisce. Forse anche dichiara che preferisce stare di fronte a protestare piuttosto che mettersi con te e cercare insieme: «Tanto voi che cosa capite?». Attenti ai pronomi. Io avrei più simpatia per il “noi”.

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