
Quei momenti di coscienza prima di varcare la grande soglia
di don Giovanni Nicolini
Un tesoro molto umile quanto prezioso. Un tesoro che ho scoperto pian piano, in un lungo arco di tempo. Un tesoro che colpevolmente ho scoperto tardi e a cui voglio dedicare parti non piccole del mio cuore, della mia preghiera, della mia mente e del mio tempo. È quel grande tesoro che fiorisce nelle persone quando si avvicinano all'ultimo passo, quello che li accoglie nell'ultima Pasqua in questo mondo.
Un malato alla fine, chi è? Un povero. Non gli si chiede ormai quasi niente. Piuttosto si dispone tutto per lui, come fosse un bambino. E quindi lo si interroga poco, e pochissimo lo si ascolta.
Ecco, è stato ascoltando qualcuno che il «tesoro» si è svelato alla mia mente lenta e al mio cuore distratto. Quando una persona, al di là delle informazioni tecniche che riceve sulla sua condizione clinica, comprende nel profondo, un profondo talvolta più profondo di ogni consapevolezza mentale, di essere verso «la soglia» (continua)
