Credo che l’interpretazione sia estremizzata e provocatoria, ma offre uno spunto su cui riflettere.
di Gabriele Ferraris
Il commercio delle anime non l’ha inventato Faust, è florido da sempre. Oggi più che mai: nel recente passato molte anime sono state sventatamente svendute, con inevitabili, tardivi rimpianti, e conseguenti smanie di riacquisto. Il Mercato-Mefistofele prospera: al limite, incorre in qualche errore di marketing, come quando la Volkswagen, per lanciare il «nuovo Maggiolino», puntò sullo slogan «Se negli Anni 70 ti sei venduto l’anima, adesso puoi ricomprartela»; ignorando o fingendo d’ignorare che l’anima è anima solo se originale. Difatti, il «nuovo Maggiolino» Vw non convinse; mentre io mi sono ricomprato il mio Maggiolino, modello ’64.
Così sia per i telefilm: perché accontentarsi dei remake, se puoi avere l’originale, e allo stesso prezzo? Siamo sconfitti, ma conserviamo un minimo di dignità: abbiamo abiurato su questioni cruciali, dal Vietnam alla Spiritualità, ma non avremo mai altro Fonzie all’infuori che Henry Winkler. Ehy!
