Attimi di eternità

L’eternità come infinita ripetizione può perfino fare paura, ma se essa mi appare non come durata ma come intensità, allora mi può ancora saziare di sorprese.

Noi tutti conosciamo il miracolo della prima volta, la prima volta che hai conosciuto un amico vero, il primo bacio, il primo amore, l’incanto di un luogo… poi ci si abitua, le cose perdono pàthos.

L’eternità è il non abituarsi, è il fascino della prima volta che si ripete sempre.

Tutti facciamo esperienza di eternità, di una bellezza saputa come «non di questo mondo»: ci sono nella vita di ciascuno attimi preziosi, perfetti; attimi di preghiera silenziosa, di preghiera al di là della preghiera, quando il cuore s’infiamma; attimi di tensione creatrice o di fiducia rappacificante, quando la luce spunta attraverso un’intuizione di verità, di bellezza; quando senti battere il cuore degli eventi; quando in un autentico incontro scopri l’oceano interiore di uno sguardo e l’altro come un miracolo; quando senti le vene gonfie di vita.

Attimi in cui ci si unisce, come in primavera, alla dossologia del primo mandorlo in fiore.

In tutti questi momenti, e ciascuno ne conosce numerosi altri, l’eternità affiora misteriosamente, come profezia di una vita in pienezza (O. Clément).

Ermes Ronchi, Tu sei bellezza, 37-39

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