Tonino Bello, Maria, donna in cammino, “Nigrizia”, novembre 1990, p. 53
stabat, più che la pietrificazione del dolore per una corsa fallita, esprime l’immobilità statuaria di chi attende sul podio il premio della vittoria.
L’impazienza di Dio ci fa allungare il passo per raggiungere i compagni di strada. L’ansia della metropoli, invece, ci rende specialisti del sorpasso. Ci fa guadagnare tempo, ma ci fa perdere il fratello che cammina accanto a noi. (…)
Verso questi santuari dirigi i nostri passi. Per scorgere sulle sabbie dell’effimero le orme dell’eterno. Restituisci sapori di ricerca interiore alla nostra inquietudine di turisti senza meta.

