(…) Se i concetti di "governo", di superiore, di obbedienza vengono estrapolati dal contesto di una spiritualità complessa, si favoriscono le aberrazioni e gli abusi. Come l'abuso di chi ha l'autorità e richiama i suoi sudditi all'obbedienza cieca di sant'Ignazio senza averne il genio mistico e la carità, senza cioè assicurare una formazione adeguata che verifichi il grado di adesione a Cristo della persona, senza che sia garantita, insieme alla prassi dell'obbedienza, la preghiera personale, l'autentica pratica del discernimento, lo stesso zelo per la carità fraterna e l'aspirazione all'umiltà perfetta. Vi è una sottomissione che fa del religioso un mercenario o un fariseo, un ateo sterile. (continua – fai il download)


