Uomo di Parola

«La parola fu su Giovanni». Questa espressione racchiude la nostra vocazione. Metto il mio nome al posto di quello del profeta, e so per certo che molte volte ormai la Parola è venuta sopra di me, ma non ha trovato casa. Metto il mio nome, e so che ancora viene a cercarmi per tutti i burroni, i colli, le valli, nel mio quotidiano più accidentato, con l’assedio dolce e implacabile di un amore che di me non è stanco. Metto il mio nome, e so che posso diventare voce libera, e granello di sabbia dentro il meccanismo di questa storia sbagliata.

Verrà, su tutti può scendere la Parola, perché nessuno ha meno di Giovanni, nessuno ha meno del deserto. Verrà, purché tu sia come Giovanni, un uomo libero, mai succube o cortigiano di nessun potere.

Ciascuno di noi deve diventare voce di una parola che è Cristo. Il come lo indica il primo degli imperativi di oggi: «Preparate la via del Signore». Vale a dire: preparate strade dove risuoni la Parola, moltiplicate le vie d’ascolto della Parola.  In silenzio e nel tuo eremo interiore, abbandona per un po’ le tue parole, da’ ogni giorno un po’ di tempo e un po’ di cuore alla lettura del vangelo.

Con perseveranza, rendi continuo, rendi normale, come il pane, come il respiro, l’ascolto della Sacra Scrittura.

Ermes Ronchi

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