Valutazione intuitiva

Voi ricordate, o figli, che un amico, pur apparentemente raccomandabile per lo zelo nei suoi doveri, non fu accolto da me nel clero soltanto perché il suo portamento era assai sconveniente; anche un altro, che avevo trovato nel clero, fu invitato da me a non precedermi mai, perché il suo incedere insolente colpiva i miei occhi come una staffilata. E glielo dissi quando, dopo il nostro screzio, venne restituito al suo ufficio. Ebbi da eccepire soltanto questo; ma il mio giudizio non mi ingannò: entrambi, infatti, abbandonarono la Chiesa. Risultò così che in loro la mala fede era tale quale il loro atteggiamento lasciava trasparire. L’uno rinnegò la fede al tempo della persecuzione ariana; l’altro per avidità di denaro, volendo evitare il giudizio ecclesiastico, nego’ d’essere del clero. Nel loro portamento appariva chiara l’immagine della leggerezza, un atteggiamento da buffoni sempre di corsa.

Dal trattato su “I doveri” di sant’Ambrogio (I, 72ss)

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