«Come non ci curiamo se ci ingiuriano e ci percuotono e se piangono e nemmeno facciamo gran conto quando ridono e si rallegrano, cosi non è da gonfiarsi per le lodi né avvilirsi per i biasimi dei fedeli quando avvengono gratuitamente. Ciò è difficile, o caro, e forse anche, credo, impossibile. Il non rallegrarsi se lodato non so se ad uno degli uomini sia mai riuscito. Chi se ne compiace è naturale che desideri accumulare lodi. E chi desidera accumulare lodi è naturale che sia rattristato, si crucci, si agiti e si affligga profondamente per gli insuccessi. Come quelli che godono nell’essere ricchi, se cadono in miseria si avviliscono e abituati a vivere nelle delizie non sopportano di vivere frugalmente, cosi quelli che amano gli encomi, non solo quando vengono ingiustamente criticati, ma anche quando non sono continuamente lodati, si sentono languire l’anima come per fame, soprattutto se allevati nelle lodi o sentono che altri sono applauditi».
san Giovanni Crisostomo, Il sacerdozio, (V,4)
