L’arte di consolare chi soffre

L’arte di consolare si deve nutrire di dolcezza, non di asprezza; deve calmare il dolore, addolcire il bruciore, più che provocare turbamento.

L’arte medica del corpo ci può dare sicuro ammaestramento, poiché essa sa usare per le piaghe brucianti medicamenti più blandi, atti ad alleviare il dolore. E le ferite prima si leniscono e poi si operano, proprio perché la durezza del taglio non irriti o esasperi la piaga.

Dunque, quanto normal”>è rimasto zitto Giobbe; sono rimasti zitti gli amici, e non avrebbero parlato, se Giobbe non avesse rotto il silenzio per il dolore.

Bisogna infatti normal”>se non vuoi che la tua consolazione sia urtante nella sua espressione.

Anche il silenzio può essere una medicina, mentre chi parla troppo prematuramente, può ferire ancor di più. E non è strano che ferisca altri quello stesso che è ferito di frequente, dato che la chiacchiera non va esente da peccato. Infatti il medico sa aspettare il momento giusto per concedere l’ausilio della medicina alle malattie, quando queste hanno superato il loro accesso, perché – così sostengono – una malattia ancora acuta e non matura non contrasti con i rimedi terapeutici, non potendone trarre beneficio.

E quanto più Non c’è fretta! Lei non ti sta nemmeno ad ascoltare, prima che non sia scemato l’accesso del dolore. Spesso abbiamo avuto modo di vedere liti, nate proprio da tentativi di consolazione. Sei andato per partecipare al dolore non per provocare liti.

Bisogna anche Attento a non dire: “Senti un po’ questo

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