Tale era la magia di Ariane: una rara pienezza d’essere là, fresca, semplificata, semplificante. Mi prendi, mi lasci, ma soprattutto tu non mi fai la lezione, non mi spieghi come occorrerebbe che io sia. Io sono come te un regalo di Dio. Un regalo non si discute. Vivere è così breve, bisogna metterci un poco d’entusiasmo, no? Ariane diceva delle cose di questo genere. Aveva scelto suo marito tra dieci possibilità. Questo matrimonio era un giorno di festa per un uomo e giorno di lutto per nove altri. Un lutto rallegrante, inebriante, colorato: non se ne poteva volere ad Ariane. (continua)


