Ruggieri-Congar – Il giorno di apertura del Concilio

Quella mattina dell'11 ottobre quindi ero presente anch'io. La cerimonia di apertura fu quella di un'assurda liturgia barocca. Il padre Yves Congar, uno dei teologi più influenti nella redazione dei documenti conciliari, nel suo diario ne fa una descrizione impietosa, dalla quale copio qualche frase, con le peculiarità grafiche dell'originale:

Alle 8.35 si sente dagli altoparlanti il rumore lontano di una mezza marcia militare. Poi si canta il Credo. Io son venuto qui PER PREGARE, pregare CON, pregare IN. In effetti ho pregato molto. Tuttavia, per ammazzare il tempo, una corale intona in successione tutto, non importa cosa, i canti più conosciuti: Credo, Magnificat, Adoro te, Salve Regina, Veni Sancte Spiritus, Inviolata, Benedictus […] Dapprima si canta un po' assieme, ma ci si stanca […] Si sentono gli applausi in piazza San Pietro. Il papa dovrebbe avvicinarsi. Senza dubbio fa il suo ingresso. Io non vedo niente, messo come sono dietro sei o sette file di talari salite sulle sedie. A tratti, nella basilica, applausi, ma né grida, né parole. Canto del Veni Creator, a cori alterni con la Sistina, che non è che un corpo d'opera. DA SOPPRIMERE. Il papa con voce ferma canta i versetti e le preghiere. La messa comincia, cantata esclusivamente dalla Sistina: alcuni pezzi di gregoriano (?) e di polifonia. Il movimento liturgico non è penetrato fino alla Curia romana. Quest'immensa assemblea non dice niente, non canta niente. Si dice che
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