
Mi infastidisce il “toto-papa”:
alto il rischio che la scelta del successore di Pietro
sia interpretata come il frutto di un gioco di interessi
(la storia è piena di questi episodi).
Ma ancor più profonda la tentazione
di scegliere “il più in gamba”, il “super-uomo”, il “piccolo-salvatore”
a cui affidare il percorso dei prossimi anni,
quasi che il bene di tanti sia ancora dovuto ad un singolo
(ancorché guidato dallo Spirito Santo),
che sappia cosa fare e dove andare.
Sarebbe bello se l’esito dei colloqui di questi giorni tra i cardinali
fosse l’indicazione di una serie di priorità per la Chiesa,
in base alle quali scegliere un uomo adeguato,
che sia disposto a lavorare con altri
per il raggiungimento di alcuni obiettivi,
necessari e urgenti.
Si tratterebbe di un cambio sostanziale di “stile”.
don Chisciotte

