Il governare nella Chiesa va esercitato su uomini liberi, che sono però capaci di lasciarsi ispirare dall’amore. Una tale autorità alcune caratteristiche dell’uso dell’autorità nella chiesa che mi sembrano particolarmente importanti per il nostro tempo.
normal”>il rispetto della persona, della sua autonomia e della sua intelligenza. A questo proposito sono sempre meno coloro che accettano di lasciarsi guidare ciecamente dalla pura autorità, anche se non mancano rigurgiti di fondamentalismo fanatico. Mi pare però che venga da un numero sempre crescente di persone, anche nel cristianesimo, il desiderio di capire, di comprendere, le ragioni di quanto chiede l’autorità.L’attenzione alla singolarità della persona, alla sua irripetibilità e incomparabilità e alla sua debolezza, hanno effetti molto più duraturi anche davanti a richieste esigenti. Molti hanno bisogno di essere capiti e amati prima di essere guidati con comandi e precetti. Nel contempo si sente oggi un grande bisogno di sicurezza, di appoggio e di forza ispiratrice. Per questo mi pare che la Parola di Dio ispirata e ispirante abbia un grande rilievo nell’odierno esercizio dell’autorità nella chiesa.
un’attenzione alla diversità delle situazioni. Le situazioni semplici esigono strutture di autorità semplici e immediate, quelle complesse esigono sinergie, collaborazioni, deleghe, forme di sinodalità ben costruite dove un rapporto leale e fraterno tra i responsabili (cioè su un piano orizzontale) e una semplificata comunicazione verticale, rendono più sciolto ed efficace un organismo che per sua natura è sempre stato un po’ lento e pesante.
reale vitalità delle chiese locali con i loro campi di esercizio: liturgia, catechesi, legislazione, e quindi anche contributo efficace alla scelta del proprio vescovo.
sufficiente autodeterminazione delle chiese regionali e nazionali, il tutto nella partecipazione sinodale al governo della chiesa intera. In questo senso l’autorità potrebbe esprimersi in una effettiva collegialità, non solo nella comunione cattolica, ma anche delle relazioni all’interno delle singole chiese locali.
Carlo Maria Martini,
